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Il Nuovo Circondario Imolese ha partecipato alla seconda study visit internazionale del progetto europeo SpongeMeasures, finanziato dal programma europeo URBACT IV, dedicato alla gestione sostenibile delle acque, alla riduzione del rischio idraulico e all’adattamento dei territori agli effetti dei cambiamenti climatici.
La visita studio si è svolta tra Košice, in Slovacchia, e Budapest, in Ungheria, coinvolgendo i partner europei del progetto in un percorso di confronto tecnico e istituzionale su esperienze concrete di Nature-Based Solutions e Natural Water Retention Measures, cioè soluzioni naturali e diffuse pensate per rallentare, trattenere e infiltrare l’acqua piovana, riducendo il ruscellamento superficiale e contribuendo alla resilienza del territorio.
Il progetto SpongeMeasures nasce dal trasferimento delle buone pratiche sviluppata dal Comune ungherese di Püspökszilágy, già riconosciute a livello europeo, dove piccoli interventi diffusi come dighe in legno, aree di ritenzione, zone umide e sistemi di infiltrazione sono stati utilizzati per ridurre il rischio di alluvioni improvvise e migliorare la capacità del paesaggio di trattenere acqua nei periodi di siccità. La logica del progetto non è quella di replicare singole opere, ma di adattare ai diversi contesti locali un approccio integrato che unisce pianificazione, gestione dell’acqua, coinvolgimento degli stakeholder e manutenzione nel tempo.
La prima giornata di visita, nell’area di Košice, è stata dedicata a esperienze realizzate in contesti collinari, agricoli e forestali. I partner hanno visitato diversi interventi di ritenzione naturale delle acque, tra cui piccole dighe in legno e pietra, sistemi di fossi e argini in terra, zone umide e soluzioni diffuse per ridurre il ruscellamento e favorire l’infiltrazione dell’acqua nel suolo. Particolare attenzione è stata posta all’importanza di un approccio sistemico, capace di intervenire non solo sul singolo punto critico, ma sull’intero bacino e sul rapporto tra monte e valle.
Durante la seconda giornata, sempre a Košice, si sono svolte sessioni di approfondimento dedicate al Landscape and Watershed Recovery Programme, ai progetti regionali di ritenzione idrica e alla presentazione del Transferability Study del progetto SpongeMeasures, redatto dalla Lead Expert Alexandra Tsatsou: il documento delinea le azioni da implementare a livello locale ed internazionale per il trasferimento delle buone pratiche. La discussione ha evidenziato come il trasferimento della buona pratica debba tenere conto delle caratteristiche specifiche di ciascun territorio: assetto istituzionale, rischi climatici, capacità tecnica, strumenti di pianificazione, coinvolgimento delle comunità locali e possibilità di sperimentare azioni pilota.
La terza giornata si è svolta a Budapest, nel XII Distretto di Hegyvidék, con una visita al “Green Office” municipale e ad alcuni interventi urbani legati al progetto LIFE in RUNOFF. Qui il confronto si è concentrato sulla gestione delle acque meteoriche in ambito urbano, attraverso rain gardens, parchi progettati secondo criteri di Nature-Based Solutions e infrastrutture verdi e blu integrate nella città. Dalla visita sono emersi anche aspetti molto concreti legati alla realizzazione e alla manutenzione degli interventi: dalla necessità di seguire attentamente la fase esecutiva, alla formazione delle imprese, fino al coinvolgimento dei cittadini nella cura e nella comprensione di queste soluzioni.
Per il Nuovo Circondario Imolese, la study visit rappresenta un passaggio importante nel percorso locale del progetto. Le esperienze osservate in Slovacchia e Ungheria offrono infatti spunti utili per riflettere su come integrare maggiormente le soluzioni basate sulla natura nelle strategie territoriali già in corso, in particolare rispetto alla gestione del rischio idraulico, alla pianificazione urbanistica, alla manutenzione del territorio e alla sensibilizzazione delle comunità locali.
Il lavoro proseguirà nei prossimi mesi attraverso il coinvolgimento del gruppo locale degli stakeholder, composto da enti, uffici tecnici, soggetti istituzionali e realtà del territorio interessate ai temi dell’adattamento climatico e della gestione delle acque. L’obiettivo sarà individuare, a partire dalle esperienze europee visitate, possibili azioni, sperimentazioni e indirizzi da inserire nel Transfer Plan del Nuovo Circondario Imolese, il documento che guiderà l’adattamento locale della buona pratica SpongeMeasures.
Il progetto conferma l’impegno del Nuovo Circondario Imolese nella cooperazione europea e nella ricerca di soluzioni innovative per affrontare sfide sempre più urgenti, come alluvioni, siccità, impermeabilizzazione dei suoli e fragilità idrogeologica.







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Ultimo aggiornamento: 18-08-2026, 16:13

