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Dal 4 al 6 giugno 2026, il Centro Giovanile e Culturale Ca’ Vaina di Imola ospiterà la terza edizione de "Il Giorno Dopo Festival". La rassegna, ideata e organizzata dalla cooperativa Officina Immaginata e sostenuta dal Nuovo Circondario Imolese, nasce con l'obiettivo di aprire uno spazio di riflessione condivisa e dare visibilità alle storie di chi attraversa i confini, promuovendo una cultura dei diritti umani attraverso i linguaggi dell'arte, del giornalismo e della musica.
In stretta sinergia con il Circondario, da quest’anno il festival si intreccia profondamente con il progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) che, operando quotidianamente sul territorio attraverso le cooperative Arcolaio, Solco, CIDAS e Trama di Terre a favore dei rifugiati, trova all'interno di questo evento uno spazio d'incontro privilegiato e un'occasione di dialogo aperto tra la città e le persone accolte.
Anticipando simbolicamente la Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno (ricorrenza istituzionale proclamata dalle Nazioni Unite per riconoscere la forza di chi fugge e per richiamare l'attenzione pubblica sulle migrazioni globali), l'evento di quest'anno si focalizza sul tema "Rabbia e Cura". Il festival esplora in profondità l'elaborazione della propria presenza in un mondo che spesso si dimostra restio ad accogliere, interrogando a fondo il diritto al viaggio. In questa prospettiva, la rabbia non è esclusivamente una reazione emotiva alla violenza delle frontiere e alle disuguaglianze, ma assume la forma di una precisa consapevolezza politica. La cura, procedendo di pari passo, si traduce in una pratica quotidiana, tangibile e di concreta responsabilità verso chi è alla ricerca di un posto nel mondo.
Per approfondire l'intreccio di queste dinamiche, il palinsesto del festival mette al centro gli incontri con tre figure di spicco, le cui prospettive si fondono all'interno dello stesso campo di tensione tematica. Venerdì 5 giugno alle 18:00 appuntamento con la fotografa Ariman Scriba, capace di trasformare le immagini in linguaggio e memoria, che condurrà il laboratorio esplorativo "Dalla rabbia alla cura"; l'artista interverrà poi anche sabato 6 giugno alle 19:30 nel talk "Stigma e pratica di cura", per dialogare su periferie e psichiatrizzazione.
La serata di venerdì proseguirà alle 20:30 con Gabriele Del Grande: lo scrittore e regista, da anni narratore delle frontiere attraverso le testimonianze di chi le attraversa, porterà sul palco la lecture "Il secolo mobile", un reading dal vivo su cent'anni di storia delle migrazioni. A seguire, alle 22:00, l'attenzione si sposterà sull'attesissimo live di Dutch Nazari, cantautore che utilizzerà la parola e il ritmo per dare voce alle emozioni politiche del presente, muovendosi in perfetto equilibrio tra ironia e lucidità.
A fare da vivace cornice a questi ospiti speciali, il festival animerà l'intero fine settimana con un ricco programma diffuso. Ad attendere il pubblico ci saranno infatti numerosi altri appuntamenti tra talk, concerti, laboratori e performance, arricchiti da mercatini dedicati all'artigianato e all'illustrazione, e da spazi gioco sicuri e attrezzati per accogliere bambine e bambini.
Attraverso questa pluralità di voci, il festival si propone di consolidare una rete di relazioni sempre più solida e radicata, coinvolgendo attivamente cittadini, attivisti e organizzazioni per dare vita, in sinergia, a una comunità pienamente consapevole, inclusiva e sicura per tutti.
Secondo la Sindaca di Castel San Pietro Terme con delega NCI al Welfare Francesca Marchetti: “Il Giorno Dopo Festival è diventato, nel corso delle sue edizioni, uno spazio prezioso di incontro, ascolto e costruzione di comunità. Come Nuovo Circondario Imolese abbiamo scelto di sostenere con convinzione questo progetto perché crediamo che cultura, welfare e inclusione debbano procedere insieme, soprattutto quando si parla di accoglienza e diritti delle persone. Il tema scelto quest’anno, “Rabbia e Cura”, ci interroga profondamente anche come istituzioni: ci richiama alla responsabilità di costruire territori capaci di non lasciare sole le persone più fragili, di promuovere relazioni, partecipazione e accesso ai servizi. La cura non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che riguarda il modo in cui organizziamo le nostre comunità, i trasporti, i servizi sociali, gli spazi pubblici e le opportunità di incontro. Il lavoro che il progetto SAI realizza ogni giorno insieme alle cooperative del territorio rappresenta un esempio concreto di questa visione: un’accoglienza che non si limita all’assistenza, ma che punta all’autonomia, all’inclusione e alla costruzione di legami. Festival come questo aiutano tutta la comunità a conoscere meglio queste esperienze e a sentirsi parte di un percorso comune. Ringrazio Officina Immaginata, le realtà coinvolte e tutte le persone che contribuiscono a rendere possibile un appuntamento che, anno dopo anno, cresce e rafforza il dialogo tra culture, generazioni e vissuti diversi.» dichiara la sindaca Francesca Marchetti, con delega al Welfare del Nuovo Circondario Imolese.”
Secondo il Gruppo delle operatrici dell'accoglienza SAI: “In vista del "Festival Del Giorno Dopo", il Gruppo SAI e il Nuovo Circondario Imolese presentano un'installazione artistica partecipata, co-progettata in stretta sinergia con le Associazioni Cantieri Meticci e Officina Immaginata. Attraverso un ciclo laboratoriale condiviso, il progetto ha esplorato i temi della "Fatica" e della "Cura" – scelti al posto della "Rabbia" nel pieno rispetto dei trascorsi personali e delle vulnerabilità delle persone accolte – offrendo uno spazio protetto di espressione e conoscenza reciproca. L'esito visibile di questo percorso è un'opera simbolica e collettiva, composta da piccoli manufatti personali intrecciati a formare un albero, che fungerà da scenografia per l'evento e verrà ultimata durante un incontro aperto alla cittadinanza. L'intera iniziativa, inserita nella significativa cornice della Giornata Mondiale del Rifugiato, punta a sensibilizzare la comunità locale, dimostrando come la collaborazione territoriale favorisca una reale inclusione e un solido senso di appartenenza condiviso.”
IL PROGRAMMA COMPLETO
GIOVEDÌ 04/06
- 16:30 | L’INTRECCIO (Laboratorio con Cantieri Meticci): Conclusione della scenografia del festival prodotta a più mani con Solco, Cidas, Arca di Noé e Trama di Terre. Una rete e un intrecciarsi di storie, vite e incontri.
- 18:30 | Coro Trama di Voci (Performance): Un coro che si fa testimonianza, dove ogni nota celebra la forza delle donne e ogni parola diventa un atto di resistenza.
- 20:00 - 21:00 | Artemigrante (Performance): Cerchio di libera condivisione artistica tra danze, poesie, giochi e canti.
VENERDÌ 05/06
- 17:30 - 20:30 | SPAZIO GIOCHI: Spazio sicuro per bambine e bambini dai 2 agli 8 anni dove incontrarsi, rilassarsi e giocare. Il playground propone giochi liberi, attività di movimento, costruzioni e spazi per lettura, disegno e arte digitale.
- Dalle 18:00 | MARKET: Mercatino di artigianato, grafica, illustrazione e microeditoria.
- 18:00 | Dalla rabbia alla cura (Laboratorio con Ariman Scriba): A partire dallo sguardo e dall’esperienza di Ariman Scriba, il workshop propone un’esplorazione collettiva di come le emozioni possano trasformarsi in narrazione, visione e possibilità di cambiamento. Un percorso che attraversa la rabbia per arrivare alla cura, passando attraverso linguaggi che parlano al corpo e alle emozioni: la comunicazione, l’arte, la memoria e la fotografia.
- 18:00 - 20:00 | APERITANDEM LINGUISTICO: Aperitivo di chiacchiere da tutto il mondo offerto, a cura di SolcoCivitas.
- 20:30 | Il secolo mobile (Lecture con Gabriele del Grande): C’è stato un tempo in cui attraversare un confine non era un crimine. Un tempo senza visti, senza passaporti, senza frontiere chiuse. Un reading, dal vivo, che attraversa cent’anni di storia delle migrazioni tra Africa ed Europa, per capire come siamo arrivati fin qui e provare a immaginare cosa verrà dopo. Attraverso parole e immagini, il reading ripercorre le trasformazioni delle politiche di mobilità nel corso del Novecento e del nuovo millennio, interrogando il presente e aprendo una riflessione sul futuro. Introduce Francesco Zani.
- 22:00 | DUTCH NAZARI (Live): Cantautore con attitudine rap, che intreccia musica e critica sociale. Dutch Nazari, artista padovano, si impone sulla scena musicale italiana con album acclamati come Amore Povero (2017) e Ce Lo Chiede L’Europa (2018), portando la sua musica nei principali festival e club. Nel 2025 esce il suo quarto album, Guarda le luci amore mio, seguito da tour sold out e il nuovo tour estivo 2026.
- 23:30 | DJ NAK (Live): Simone Loreti, in arte DJ Nak (1996), dopo oltre dieci anni nel punk si è avvicinato alla musica elettronica, mescolando Drum n Bass, Jungle e sperimentando con Reggae, Hip-Hop e Dub, senza mai dimenticare le sue radici, la sottocultura e ai valori che vuole trasmettere.
SABATO 06/06
- 17:30 - 20:30 | SPAZIO GIOCHI
- 17:30 | Rabbia nei corpi: salute mentale e fisica (Laboratorio con Moussa Koulibaly, Marta Gerbino e Luca Ciarlariello): Un percorso che attraversa il corpo, le emozioni e la salute sociale, partendo da una domanda urgente: cosa facciamo della rabbia? Attraverso le esperienze di chi opera quotidianamente nelle frontiere di Lampedusa e nel soccorso alle persone in movimento, tra cura sanitaria, mediazione e supporto psicologico, questo workshop apre uno spazio di riflessione e condivisione.
- Dalle 18:00 | MARKET
- 19:30 | Stigma e pratica di cura (Talk con Viola Carando e Ariman Scriba): Viola Carando, Caritas Rimini referente del progetto “Tu sei qui con me, io sono qui con te”, dialoga con Ariman Scriba su periferie, carceri, contrasto della povertà educativa minorile e psichiatrizzazione, restituendoci la cura come pratica politica, collettiva e quotidiana. Modera Francesco Zani. Grazie al sostegno di Fondazione Con i Bambini e Consorzio Nazionale Idee in Rete
- 21:00 | Begué Danza Africana Imola (Performance): Spettacolo di danza per diffondere e promuovere la musica e la danza tradizionale africana.
- 22:00 | Cumbia Poder (Live): Concerto elettrizzante e tutto da ballare, in cui la cumbia afro-colombiana si affianca al canzoniere latino-americano. Con Carlos Forero (voce, chitarra), Andrés Langer (piano, synth, fisarmonica, cori), Marco Zanotti (batteria, cori) e Matteo Salvatori (percussioni).






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Ultimo aggiornamento: 27-05-2026, 11:57

