Vivere il Parco

Percorso partecipativo per il nuovo Parco Urbano di via Due Giugno

Il percorso partecipativo “Vivere il Parco” accompagna la realizzazione del nuovo Parco Urbano di Via Due Giugno, aprendo un confronto pubblico sul secondo stralcio del progetto: gli aspetti che riguardano l’uso del parco, la sua vivibilità nel tempo e le possibili forme di cura condivisa.

L’impegno pubblico e le garanzie

Vivere il Parco è un percorso partecipativo certificato ai sensi della L.R. 15/2018. La certificazione colloca il confronto entro un quadro pubblico definito e comporta impegni precisi da parte dell’Amministrazione: la sospensione delle decisioni sugli ambiti oggetto del percorso, la restituzione pubblica degli esiti e la motivazione delle scelte finali rispetto alle proposte emerse. L’avvio del percorso e questi impegni sono stati formalizzati con la Delibera di Giunta comunale n. 40/2026 dell’11 marzo 2026, che contiene la Dichiarazione di Intenti.

Contesto strategico

Il nuovo Parco Urbano di Via Due Giugno si inserisce nella strategia di rigenerazione urbana “Dal Borgo alla Città compiuta”, avviata dal Comune di Castel Guelfo nel 2006.

L’intervento fa parte di un sistema integrato che comprende il Polo Sportivo di Via Volta, il recupero delle ex Cantine Fabbri con la nuova biblioteca, il restauro del Teatro della Compagnia e l’Hub Urbano. Questi interventi concorrono a ricucire il tessuto urbano tra il nucleo medievale e le aree di espansione più recenti, senza consumo di nuovo suolo. L’investimento complessivo della strategia ammonta a circa 5,9 milioni di euro.

Il nuovo Parco Urbano occupa un’area di 6.000 mq e prevede un investimento di 450.000 euro, di cui 175.000 finanziati con fondi FESR nell’ambito dell’ATUSS del Nuovo Circondario Imolese.

L’area, oggi occupata dall’ex campo sportivo a ridosso del centro storico, verrà trasformata in uno spazio verde multifunzionale e accessibile.

Il parco non è un intervento isolato. Rappresenta un punto di connessione tra parti diverse della città e mette in relazione spazi verdi, attrezzature, percorsi, funzioni culturali e luoghi della vita quotidiana.

Il ruolo del percorso partecipativo

Il percorso partecipativo si colloca tra il primo e il secondo stralcio progettuale.

Il primo stralcio, già definito sul piano tecnico, riguarda l’assetto strutturale dello spazio: accessi, percorsi, parcheggi, organizzazione dei flussi e connessioni urbane. Il completamento di questa fase è previsto entro il 2026, in coerenza con la convenzione sottoscritta con la Regione Emilia-Romagna.

Il secondo stralcio riguarda invece gli elementi che incidono sulla qualità d’uso del parco e sulla sua evoluzione nel tempo: arredi, attrezzature, progetto del verde, modalità di animazione e forme di cura condivisa.

È su questa seconda dimensione che la comunità può incidere. Il percorso non è una consultazione generica né un processo di co-progettazione tecnica. È una sede di confronto strutturato in cui esperienze d’uso, bisogni e priorità concorrono a orientare le scelte successive.

L’obiettivo è contribuire alla definizione di un parco che possa essere vissuto, riconosciuto e curato nel tempo.

TEMI
Il confronto si articola attorno a tre temi principali.

  • Presenza e iniziativa giovanile
    Spazi, dotazioni e occasioni per creatività, iniziativa e sperimentazione. Forme di presenza giovanile nel parco, continuità d’uso, possibilità di attivazione, condizioni per una presenza visibile e duratura.
  • Vita nel parco, qualità d’uso e attività
    Arredi, attrezzature e verde; modi d’uso dello spazio; convivenza tra presenze e pratiche diverse; presenza serale; attività quotidiane, culturali o ricreative compatibili con il parco.
  • Gestione e cura condivisa
    Patti di Collaborazione, forme di presidio comunitario, pratiche di cura ecologica, monitoraggio del verde, custodia civica delle attrezzature.

PROGRAMMA
Il percorso si articola in tre fasi, tra ascolto, confronto pubblico e restituzione finale. La sua struttura combina strumenti diversi: momenti aperti alla cittadinanza, spazi di approfondimento tematico, un laboratorio dedicato alle nuove generazioni e una fase conclusiva di restituzione degli esiti.

  • Ascolto e apertura del confronto
    Attivazione del Tavolo di Negoziazione, interlocuzioni esplorative con realtà del territorio, presentazione pubblica del percorso e questionario aperto alla comunità.
  • Confronto strutturato sui temi di lavoro
    Incontri tematici, laboratori dedicati a ragazzi, ragazze e giovani, per raccogliere orientamenti, priorità e proposte sul secondo stralcio del parco.
  • Restituzione pubblica e proposta finale
    Condivisione degli esiti emersi, redazione del Documento di Proposta Partecipata e trasmissione all’Amministrazione, che è tenuta a dare conto pubblicamente delle decisioni assunte rispetto alle proposte raccolte.

Le tre fasi del percorso sono precedute da un lavoro preliminare già svolto, che ha compreso l’attività propedeutica di analisi del contesto e l’interlocuzione con la Giunta comunale, l’approvazione della Dichiarazione di Intenti con la Delibera n. 40/2026, la richiesta di certificazione ai sensi della L.R. 15/2018 e una prima impostazione delle questioni da sottoporre al confronto.

TAVOLO DI NEGOZIAZIONE
Il Tavolo di Negoziazione accompagna l’intero percorso e ne presidia la qualità pubblica. Non decide al posto dei partecipanti e non anticipa gli esiti del confronto: la sua funzione è garantire correttezza, leggibilità e coerenza del processo, verificare che le voci rilevanti siano ascoltate e segnalare eventuali assenze significative.

Ne fanno parte interlocutori diversi, in grado di offrire una lettura ampia della comunità: rappresentanti delle forze politiche presenti in Consiglio comunale, realtà organizzate del territorio, istituzione scolastica, referenti dei servizi socio-culturali e delle progettualità connesse al parco. Il Tavolo segue il percorso con continuità e costituisce il luogo di raccordo tra ascolto della comunità, qualità del processo e responsabilità pubblica